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Guardando i social network in questi giorni, sembra che stiamo vivendo la vigilia di un’apocalisse. Su TikTok, Instagram o LinkedIn non si fa altro che stilare liste catastrofiche: “Ecco i 10 lavori che l’Intelligenza Artificiale cancellerà nei prossimi due anni”. Il messaggio di fondo è sempre lo stesso: la tecnologia sta arrivando per portarci via il pane, la dignità e la possibilità di guadagnarci da vivere.
Ma siamo davvero sicuri che le cose andranno così? O stiamo solo cascando nella solita, antichissima paura dell’uomo di fronte a ciò che non conosce ancora?
In questi mesi, imprenditori e visionari come Elon Musk stanno lanciando una sfida concettuale che a molti sembra fantascienza: in un futuro non troppo lontano, il lavoro per l’essere umano diventerà un’opzione, non più un dovere per sopravvivere.
Con l’ingresso dei robot umanoidi e dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, si genererà una ricchezza e un’abbondanza tali che la società potrà garantire a chiunque un livello di benessere economico elevato. Lavorerà solo chi vorrà davvero farlo, per passione, per mettersi alla prova o per costruire qualcosa di suo.
Molti gridano allo scandalo: “E la classe media? E la gente comune come farà a campare senza uno stipendio?”. La risposta sta nel guardare la storia, la fisica dell’economia e la trasformazione delle regole del gioco.
La storia che si ripete: il fantasma della macchina da scrivere
Non è la prima volta che l’umanità vive questo panico. Torniamo indietro nel tempo: quando sono nati i primi telai meccanici, le catene di montaggio della rivoluzione industriale, la radio o la televisione, la reazione della gente è stata esattamente la stessa. Terrore.
Pensiamo a cosa è successo quando il personal computer ha fatto il suo ingresso negli uffici, sostituendo la macchina da scrivere. In quel momento, migliaia di persone che lavoravano solo come dattilografi hanno visto il proprio mondo crollare. Si pensava che l’informatica avrebbe distrutto l’occupazione per sempre.
E cos’è successo in realtà? C’è stato un naturale e fisiologico periodo di assestamento. Quelle stesse persone hanno imparato a usare il computer. Ma soprattutto, il computer non ha distrutto il lavoro: lo ha elevato. Ha creato interi settori che prima semplicemente non potevamo neanche immaginare. Oggi la macchina da scrivere è un bellissimo ricordo vintage da collezione, ma l’umanità non è finita in miseria; ha fatto un salto in avanti nella propria scala evolutiva.
Ogni grande passo tecnologico non è un danno a lungo termine per l’umanità, ma un beneficio che l’umanità regala a se stessa.
L’errore di credere che i lavori manuali siano “al sicuro”
Oggi molti si consolano dicendo: “Vabbè, l’IA potrà anche scrivere testi o fare calcoli, ma non potrà mai sostituire un idraulico, un elettricista, un meccanico, un cuoco o un cameriere”.
Per me, questo è un enorme errore di valutazione. Pensare che i lavori manuali rimarranno intatti significa non aver capito dove sta andando la tecnologia.
L’intelligenza artificiale non rimarrà chiusa dentro uno schermo. I software avanzati si fonderanno con i corpi dei robot umanoidi. Attraverso la visione artificiale e l’apprendimento automatico, a questi robot basterà “osservare” un essere umano mentre aggiusta una tubatura, impasta una pizza o serve ai tavoli per imparare a farlo con precisione millimetrica.
Il crollo dei costi e lo “Stipendio di Benessere” garantito
Ed è proprio qui che entra in gioco l’analisi più profonda di ciò che Musk definisce Universal High Income (un Reddito Universale Elevato).
Non parliamo di un sussidio di miseria per fare la spesa, ma di un vero e proprio stipendio di alto benessere elargito dallo Stato ad ogni singolo individuo. Questo permetterà a chiunque di coprire con assoluta serenità i propri costi di vita, di gestione della casa e dei desideri quotidiani, senza la costante angoscia del domani.
Ma c’è un dettaglio fondamentale che spesso si dimentica: quanto costerà vivere in questo futuro? Molto meno di oggi.
Attualmente, gran parte del prezzo di qualsiasi bene o servizio — una cena al ristorante, una riparazione in casa, un capo di abbigliamento, un tragitto in taxi — è guidato dal costo della manodopera e dai tempi di produzione umani. Quando la manodopera viene presa in carico da macchine che non si stancano, che lavorano H24 e che non richiedono costi di gestione complessi, il costo finale di beni e servizi crollerà drasticamente.
I soldi erogati ad ogni cittadino non saranno calcolati sulle cifre speculative di oggi, ma avranno un potere d’acquisto reale e garantito sui nuovi costi di una società automatizzata. La vita di base diventerà accessibile e l’ansia economica semplicemente svanirà.
Come cambierà il ruolo dei Governi e della Finanza globale
Tutto questo richiede, inevitabilmente, una totale riscrittura di come il mondo gestisce la finanza pubblica.
I governi non potranno più basare le proprie entrate sulle tasse sul lavoro dipendente (perché il lavoro dipendente tradizionale sarà in gran parte scomparso).
La gestione finanziaria globale dovrà evolversi:
- La Tassa sulla Produttività Automatica: Lo Stato non tasserà più il salario dell’operaio o dell’impiegato, ma la produttività generata dalle flotte di robot e dai software d’IA.
- La redistribuzione diretta della Ricchezza: Le enormi risorse economiche generate dall’efficienza robotica confluiranno nelle casse pubbliche per finanziare direttamente l’assegno di benessere di ogni cittadino.
- Il nuovo ruolo dello Stato: Il governo smetterà di essere un controllore del mercato del lavoro per diventare il garante dell’equilibrio e del benessere sociale, assicurandosi che l’abbondanza tecnologica non rimanga bloccata nelle mani di pochi colossi, ma circoli liberamente.
L’hardware è solo la scocca: il vero valore è nel Software
Quando immaginiamo il futuro della robotica, spesso commettiamo l’errore di concentrarci solo sul “pezzo di ferro”. Ma il robot umanoide, in sé, è semplicemente l’involucro fisico, la struttura meccanica. La vera mente e il vero valore economico saranno interamente guidati dall’Intelligenza Artificiale e dai suoi software.
Proprio come accade oggi con gli smartphone o i computer, dove l’hardware viene arricchito dai programmi che decidiamo di installare, anche nell’universo dei robot si creerà un ecosistema basato su pacchetti di competenze o abbonamenti software:
- Hardware adattabile: Lo stesso robot umanoide potrà essere acquistato a un costo di partenza più o meno accessibile a seconda della sua struttura (dai modelli base per uso domestico a quelli avanzati per la meccanica pesante).
- Software verticali su misura: Il valore aggiunto dipenderà dall’intelligenza che “scaricheremo” al suo interno. Ci sarà l’abbonamento per il software medico, il pacchetto per il robot-tuttofare domestico, la licenza per il manovale edile, per il venditore commerciale, per lo chef o per l’idraulico.
In questo scenario, chi vuole fare impresa vedrà cambiare del tutto la propria operatività. L’imprenditore non dovrà fare altro che acquistare il proprio robot e sottoscrivere il pacchetto software adatto alla propria attività. Il robot eseguirà le mansioni con precisione, erogando un servizio a costi di mercato contenuti e genererà un profitto che andrà ad arricchire l’imprenditore che ha avuto la visione di investire e mettersi in gioco.
Liberi dal dovere, liberi di scegliere
Chi oggi guarda al futuro con pessimismo si chiede anche: “Se la gente non lavora più, poi cosa fa? Si annoia?”.
È un pensiero che mi fa sorridere. Abbiamo confuso il concetto di “lavoro forzato per pagare le bollette” con il concetto di “attività e valore umano”. Senza l’incubo della sopravvivenza quotidiana, l’uomo non smetterà di fare. Semplicemente, smetterà di fare cose che non gli piacciono per dedicarsi a ciò che ama: all’arte, all’artigianato d’eccellenza, alla ricerca, alle relazioni, alla cura della propria famiglia e della propria comunità.
Se la politica e la finanza sapranno accompagnare questo cambio di paradigma, ci ritroveremo in un mondo in cui il benessere base è garantito a tutti. E chi vorrà di più, potrà mettersi in gioco, usare la tecnologia e costruire qualcosa di nuovo.
Non dobbiamo avere paura del salto evolutivo che abbiamo davanti. Non stiamo andando verso la fine dell’essere umano, ma verso il momento in cui l’essere umano sarà finalmente libero di scegliere come vivere la propria vita.
Diego Ferrari
