Le Perle Nascoste D’Europa

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Come tutti voi sapete, e da quello che finora avrete intuito leggendo il mio blog, la mia attenzione per i mercati “emergenti” quali Centro-Est Europa e Balcani negli ultimi anni è sempre maggiore.

Giusto qualche giorno fa mi sono recato in Repubblica Ceca, dove sono stato invitato insieme a diversi altri importanti nomi della bar industry come relatore al Bar Education Symposium, un evento molto atteso che si svolge nella capitale ceca.

Praga è sempre una delle città più belle d’Europa e il mio entusiasmo nel ritornare a visitarla, condividendo una masterclass e servendo da bere ai miei colleghi cechi, non ha eguali.

Sebbene il Symposium sia stato molto bello e ben organizzato e i cocktail bar di Praga non deludano affatto — come confermato anche dalle classifiche internazionali che vedono nomi come Forbina, Alma, Hemingway, L’Fleur e Black Angel tra i top —, quello che mi ha colpito è stato vedere e scoprire nuove realtà che, nelle mie precedenti visite in Repubblica Ceca, non avevo avuto modo di incontrare e visitare.

Se camminando oltre il centro storico arrivate nella via che porta al Museo Nazionale, fermatevi lungo il viale all’Hotel W Prague: oltre alla meravigliosa caffetteria fronte strada, troverete una porticina in legno che vi darà accesso al cocktail bar Minus One. Questo cocktail bar è posizionato letteralmente sotto l’hotel e, scendendo le scale, troverete un ambiente molto accogliente in uno spazio che si dirama tra diverse sale destinate a differenti usi: il bar principale, stretto e accogliente; un’ampia sala con sole sedute; una saletta contenente vini deliziosi e un bar molto più ampio collocato all’interno di uno spazio esistente dal 1905 che era adibito a pub. Qui lampade in stile liberty e affreschi originali sulle pareti contrastano con un bancone elegante e di classe dove ho avuto l’onore di servire alcuni drink durante la mia guest serale.

W Prague – Minus One Bar

Il tutto però non si ferma qui… qualche giorno prima di arrivare a Praga, l’organizzazione dell’evento ci ha accolti in un’altra città ceca per un evento pre-symposium. A poco meno di due ore di auto dal confine tedesco, Karlovy Vary è una coloratissima e antica città situata nella Boemia occidentale. Conosciuta per le sue oltre 80 fonti termali, questa città di circa 50.000 abitanti vede un flusso turistico annuale incredibile che si aggira, per il solo pernottamento, intorno a circa 1.3 – 1.4 milioni di turisti.

Le terme, seppur di primaria importanza per la città, non sono le uniche attrazioni: ogni anno a luglio si svolge il Festival del Cinema, tra i più importanti d’Europa, dove celebrità da tutto il mondo vengono a ritirare il tanto atteso Globo di Cristallo. Non ultimo, Karlovy Vary è la città natale del famoso liquore alle erbe Becherovka.

Come potete immaginare, la parte del centro è un piccolo gioiello fatto di case colorate dall’architettura tipica locale, resort e hotel di altissimo livello.

È proprio qui, nel Grandhotel Pupp — uno degli hotel più antichi che io abbia mai visitato, con 325 anni festeggiati oggi nel 2026 —, che siamo stati accolti per qualche giorno per poter visitare questa meravigliosa città e per avere il privilegio di servire i suoi clienti all’interno del suo cocktail bar.

Il Becher’s Bar è un incredibile cocktail bar situato nella porzione più antica dell’hotel. Scendendo una scala a chiocciola si arriva al piano inferiore, dove un meraviglioso e lungo bar in legno, interni con moquette e comode sedute che occupano circa 120 posti accolgono tutte le sere un pubblico che fino alle 2 di notte brinda e si gode la cocktail list. Ritratti fotografici in bianco e nero di incredibili leggende del cinema contornano le pareti in scatti d’autore eccezionali. È proprio lì a quel tavolo, mi dice Vítězslav Cirok, il Bar Manager, che una sera Johnny Depp si mise a cantare con la sua chitarra e lasciò tutti a bocca aperta.

Per quanto gli hotel nel mondo siano sempre meta di clienti, una delle difficoltà maggiori è riempire il bar dell’hotel stesso. Qui la percezione, anche confrontandomi con i ragazzi del team, è che ogni sera il bar sia pieno di ospiti che bevono e chiedono cocktail ai barman: una cosa non scontata, se ci pensate bene. Io vivo in Italia e il bar d’hotel negli anni per fortuna è tornato a servire sia guest in-house che ospiti esterni, ma viaggiando per il mondo non sempre vedo bar d’hotel pieni come qui al Becher’s Bar del Grandhotel Pupp. 

Quindi complimenti ragazzi, siete probabilmente una delle scoperte più interessanti di questo 2026.

Evviva l’hotellerie, evviva le nuove mete appena scoperte e quelle ancora da scoprire.

Diego Ferrari