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Bombardati e incuriositi dal concetto di AI, un po’ tutti ci stiamo avvicinando a questa tecnologia spesso gratuita che promette di rivoluzionare lo studio, il lavoro e la vita comune. Eppure, tra un prompt e l’altro, serpeggia una paura comune: il timore che abituandoci all’Intelligenza Artificiale il nostro cervello regredisca, o peggio, che la macchina finisca per sostituire l’uomo.
Ma guardiamoci indietro. È l’evoluzione. Darwin diceva: “Se non ti evolvi, scompari”. In ogni salto tecnologico il timore è stato lo stesso. Pensate a quando nacque la TV: non avete mai sentito dire “se stai davanti a quello schermo ti rimbambisci”? O il timore che la radio scomparisse? O che il computer cancellasse il lavoro umano?
Credo che, se usata con grano salis, l’AI sia un incredibile aiuto quotidiano. Come ogni novità, vivremo uno tsunami di contenuti — alcuni eccelsi, altri eccessivi — ma col tempo il mare si assesterà, lasciandoci il meglio. Ma noi, umili baristi, bartender e ristoratori, come possiamo farne buon uso oggi, nel 2026?

1. L’AI come assistente alla gestione: Liberare il tempo per le persone
L’AI va ponderata e interpretata, ma la sua velocità nel calcolo è imbattibile. Possiamo sfruttarla per generare Drink e Food Cost rapidi, calcolare le percentuali alcoliche e creare tabelle di analisi delle scorte in un battito di ciglia.
Il vero vantaggio per un Bar Manager? L’AI analizza i flussi dei clienti e prevede le scorte necessarie, ottimizzando il COGS (il costo del venduto) e riducendo gli sprechi. Delegare la “burocrazia” alla macchina significa una cosa sola: ridare tempo al manager per stare con le persone, curando l’accoglienza invece di restare sepolto tra le fatture.
2. Ricerca e Concept: L’AI come acceleratore, non come creatore
L’intelligenza artificiale può processare miliardi di dati molecolari in pochi istanti, ma non ha palato, né memoria storica. Per anni ho investito tempo e risorse nello studio degli aromi per capire come gli ingredienti interagiscano tra loro; quell’esperienza oggi mi permette di usare l’AI come un “super-assistente di laboratorio”.
Il vantaggio non è far creare il drink alla macchina, ma usarla per confermare intuizioni tecniche o esplorare rapidamente nuove direzioni organolettiche. Un prompt può suggerire una combinazione basata sulla chimica, ma serve la mano del professionista per bilanciare le texture, correggere le acidità e decidere se quel profilo di gusto è adatto al mercato di riferimento. In pratica, l’AI riduce i tempi morti della ricerca teorica, permettendomi di concentrare tutto il mio valore sulla fase di testing reale e sul perfezionamento del risultato finale, dove l’esperienza sensoriale umana è ancora insostituibile.
Strumenti come Leonardo.ai o Midjourney ci permettono persino di visualizzare il design di un drink o l’impiattamento di un nuovo piatto prima ancora di toccare uno shaker o un coltello. Ovviamente, non finisce qui: bisogna leggere, capire e poi provare fisicamente, ma il punto di partenza è eccezionale.
3. Il limite invalicabile: L’empatia
Qui sta il punto cruciale che i “nerd” e le nuove generazioni devono comprendere: l’AI non ha empatia. Quando si tratta di consigli comportamentali o di come un operatore debba porsi con il pubblico, l’AI va presa con le pinze. Non potrà mai sostituire il calore di un benvenuto, la capacità di leggere l’umore di un cliente che ha avuto una brutta giornata o quel “tocco umano” che trasforma un semplice cocktail in un’esperienza memorabile. L’AI è il motore, ma il Bartender resta l’anima.
4. Il futuro è adesso: Come iniziare?
Se sei un bartender e vuoi migliorare la tua precisione tecnica oggi stesso, non aver paura di sperimentare:
- Per la gestione: Usa ChatGPT o Gemini per farti creare modelli di calcolo o per rispondere in modo professionale alle recensioni.
- Per la creatività: Prova Canva Pro per i tuoi social o interroga l’AI sugli abbinamenti molecolari tra ingredienti insoliti.
- Per creazioni App di gestione ordini: prova FlutterFlow. Grazie all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale, puoi trasformare un semplice testo descrittivo (prompt) in un’applicazione reale e professionale per iOS, Android e Web. Ideale per il Bar Manager moderno che vuole eliminare gli errori di calcolo, ottimizzare il COGS.
Ricorda: l’AI è uno strumento, non un sostituto. Usala per automatizzare il superfluo e per tornare a fare quello che sappiamo fare meglio: ospitare.
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