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Conosciuta da molti ma visitata da pochi, Belgrado è una delle città più interessanti dei Balcani. Capitale della Serbia, è considerata una delle città più antiche d’Europa e un punto d’interesse strategico in cui si sono intrecciate le culture romana, bizantina e serbo-austriaca.
Il mio approccio a questa stupenda capitale risale a molti anni fa quando, alla ricerca dell’avventura e alla guida della nostra auto, io e mia moglie attraversavamo ogni agosto l’Europa dell’Est e i Balcani per andare in Romania a trovare la sua famiglia. A quel tempo gli smartphone non esistevano e, all’inizio, non c’erano nemmeno i navigatori GPS con accesso alle mappe europee. Era tutto alla “vecchia maniera”: una cartina, alcune indicazioni condivise con mio cognato e percorsi stradali che non sempre minimizzavano i tempi di viaggio.
Si calcolavano accuratamente le tempistiche per non arrivare a Belgrado nelle ore di punta, soprattutto perché la strada principale passava per il ponte Gazela, che ancora oggi vede il passaggio di circa 180.000 auto al giorno. Una delle cose più belle era giungere in città prima delle 16:00 per ammirare il tramonto sul Danubio, passando davanti alla Genex Tower: un imponente palazzo in stile brutalista in stato d’abbandono, vista quasi come una porta sulla città dove in cima spiccava un ristorante girevole ormai in disuso, voci di corridoio dicono che verrà ristrutturato a breve per ospitare un hotel e appartamenti di lusso.

Una Città in Evoluzione
Subito dopo si arrivava al famoso ponte che regalava uno scorcio sulla città e sulle sue colline. Non molti sanno che Belgrado si sviluppa su diverse alture; chi mi conosce sa del mio rapporto di amore-odio per i continui saliscendi, ma qui no… qui adoro ogni angolo, palazzo e anfratto.
Nei primi anni 2000, la città appariva ancora segnata dal conflitto, sebbene la guerra fosse finita da tempo. Ricordo un palazzo sul fiume che mostrava ancora i segni dell’artiglieria, i battelli che solcavano l’acqua, la fortezza in lontananza sulla sinistra e una realtà urbana che, poco a poco, stava evolvendo. Con mia moglie la frase era sempre la stessa: “Un giorno vorrei fermarmi a visitare questa città, perché credo sia bellissima”.
Dopo alcuni anni, quel desiderio è diventato realtà. Nel 2023 è avvenuta la prima di una lunga serie di visite. Invitato da Vladimir Simić — che sarebbe poi diventato un grande amico e un collega stimato — sono arrivato con l’entusiasmo di chi sta per scoprire uno dei luoghi che lo hanno sempre affascinato. Passando davanti alla Genex Tower, ho notato come la città cambi, evolva e cresca costantemente.
Attraversando il ponte, si percepisce una Belgrado che urla all’Europa: “Io ci sono e non sono inferiore a nessun’altra capitale”. Sorrido tra me e me mentre Vladimir mi racconta ogni dettaglio con l’orgoglio di chi mostra casa propria a un estraneo, forse inconsapevole che questa città sarebbe diventata in breve tempo un punto di riferimento per il mondo del bar nei Balcani, oltre a vantare una scena culinaria di altissimo livello.

Consigli Pratici e Visite Imperdibili
Se il mio racconto vi ha incuriosito, sappiate che, nonostante i prezzi siano aumentati negli anni, Belgrado mantiene un eccellente rapporto qualità-prezzo e non è affatto cara. Per chi vive al Nord Italia, ci sono voli diretti da Bergamo: in poco più di un’ora e mezza sarete in Serbia. Con un taxi (circa 30-40 minuti, traffico permettendo) si raggiunge la città vecchia vicino alla Fortezza, una tappa obbligatoria. Da lì si gode di una vista mozzafiato sulla parte occidentale e sul fiume; inoltre, l’ampia area verde interna permette di passeggiare in totale tranquillità.
Lungo il fiume la città si divide:
- I Dock: vecchi magazzini recuperati che oggi ospitano ristoranti e club, trasformando il quartiere in un polo artistico.
- Novi Beograd (Nuova Belgrado): una zona futuristica, alla moda, ricca di uffici e sedi di multinazionali. Qui il prezzo degli appartamenti supera quello di molte capitali europee, ma l’estetica è affascinante.
- A Sud: la sponda ovest conserva quartieri in stile brutalista, mentre quella est è punteggiata da bellissime case galleggianti ancorate alla riva.
In centro potrete passeggiare per la zona vecchia tra viali pedonali, piazze con statue imponenti ed edifici dalle facciate lavorate. Non perdete il Tempio di San Sava, una delle chiese ortodosse più grandi al mondo (lascia letteralmente senza fiato), Piazza della Repubblica, la zona commerciale di Kneza Mihaila e il Museo Nikola Tesla, dedicato al celebre inventore di origini serbe.
Dove alloggiare? Personalmente ho provato diverse strutture, ma le migliori in assoluto sono state il Crowne Plaza Belgrade (IHG) e l’Hilton.
La Scena del Bar e della Ristorazione
Belgrado è diventata un punto di riferimento per la miscelazione. Grazie a Vladimir Simić — considerato il “padre” di molte generazioni di bartender serbi con la sua scuola Bartenders 710 — ho scoperto posti incredibili. Ogni anno, Vladimir e il suo team organizzano eventi come il Belgrade Cocktail Fest o il recente Bartender’s Circle, coinvolgendo brand e professionisti internazionali.
Ecco alcuni locali che meritano una visita:
- Belgrade Cocktail Club: Piccolo e intimo, dedicato alla vera cultura del bar e all’ospitalità d’altri tempi.
- Q Bar: Spazio creativo con luci soffuse, focalizzato su ingredienti stagionali e cordial fatti in casa.
- Lenja Buba: Luogo accogliente con una straordinaria selezione di distillati e barman pronti a raccontare storie cittadine.
- Isabel Speakeasy: Elegante, vibrante e ad alta energia notturna.
- Riddle Bar: Concept giocoso con cocktail di carattere e presentazioni sorprendenti.
- Holy Moly Cocktail Club: Moderno e dinamico, perfetto per chi cerca un’atmosfera urbana espressiva.
- Old Pal: Stile americano, cocktail “spirit-forward” e tecniche solide che omaggiano l’epoca d’oro dei bar.
- Kultura Bar: Uno dei più storici, noto per il design distintivo e l’atmosfera rilassata.
- YAMA: Un Sakè Bar in pieno stile New York, gestito da un proprietario con lunga esperienza negli States.
- Dragoljub New Balkan Cuisine: Ristorante con cocktail bar supervisionato da Vladimir, dove la tradizione balcanica viene rivisitata in chiave moderna.
- Restoran Lovac (Il Cacciatore): Una vera istituzione. Interni rustici in legno che evocano le vecchie taverne serbe, piatti nazionali autentici e ospitalità sincera.
- Restoran Cveće Zla (I Fiori del Male): Raffinato e cosmopolita, con una cucina moderna e un’estetica urbana curata.
- Faro: Il lato più raffinato della gastronomia belgradese, un fine-dining focalizzato sulla precisione e la stagionalità.
Per gli amanti di distillati invecchiati e sigari:
- La Libertador
- Whiskey Bar
- Cohiba Atmosphere
La lista potrebbe continuare all’infinito con realtà come il nuovo Noble Roots, l’Elizabeth Bar (dentro il nuovissimo Hotel Bristol), il Josephine o il cocktail bar del Nine Hotel.
Concludendo, ogni volta che un viaggio termina, non vedo l’ora di pianificare il ritorno. Nel tempo, molti amici e colleghi serbi hanno iniziato ad accogliermi a braccia aperte, sempre pronti per una chiacchiera, un drink o un giro della città in moto con l’amico Nikola Vlahović.
E voi, cosa aspettate a visitarla?
Salute!
