Tutto quello che avreste voluto sapere sul Flair: arriva FLAIR BARTENDING – The Origin | The Golden Era | The UntoldIl

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È incredibile come, a distanza di decenni, la lettura di un libro possa riportare la mente ai dettagli di una vita passata, a quei giorni lontani in cui Londra era la mia casa. Mi sembra ieri quando, nel 2003, io e Matteo Lussana — un amico ed un mentore — passavamo a prendere Marco Canova. Lo trovavamo quasi sempre nel cortile sotto casa, impegnato ad allenarsi per le sue competizioni di Flair.

Per me, che arrivavo da una formazione di barman classico e da una piccola realtà di provincia, quell’universo era una rivelazione. Guardavo Marco affascinato, assorbendo ogni sua parola su una disciplina che allora mi era quasi ignota. Spesso ci invitava al Roadhouse di Covent Garden, un tempio delle gare internazionali. Non era facile conciliare quegli appuntamenti con i turni in hotel o nei cocktail bar, ma l’impatto della mia prima volta lì resta indelebile.

Ricordo l’eccitazione febbrile della fila all’ingresso, la discesa lungo le scale e quel locale sviluppato in lunghezza, con una Harley Davidson incastonata al centro della bottigliera. In fondo, un palco immenso con una bar station a dominare la scena. L’atmosfera era elettrica. Su quel palco si alternavano talenti che sarebbero diventati leggende: partendo da Marco, Tom Dyer, Christian Delpech, Nicolas Saint-Jean e molti altri. Il pubblico esplodeva a ogni trick e, a ogni errore, sosteneva il bartender di turno spingendolo a non mollare. Ero letteralmente incantato.

Nonostante avessi già alle spalle decine di gare di miscelazione classica, capii subito che quel dinamismo non sarebbe mai stato replicabile in un contesto tradizionale. In quel momento compresi la forza del Flair: un’arte capace di unire e divertire, che negli anni mi ha spinto a sostenere questi grandi professionisti e a dilettarmi, ogni tanto, con qualche movimento per puro hobby.

Foto credit : Liquid Hub

A ventitré anni da quegli esordi, mi ritrovo tra le mani un’opera monumentale, una vera “bibbia” del settore. Marco Canova e Tom Dyer hanno unito le proprie esperienze per dare vita al primo volume definitivo su questo movimento: FLAIR BARTENDING – The Origin | The Golden Era | The Untold.

Si tratta di un tomo meraviglioso di 501 pagine, protetto da una splendida copertina rigida ed una cover in cartonato. Nei suoi 30 capitoli, gli autori ripercorrono le diverse epoche attraverso una ricerca meticolosa durata anni: un testamento essenziale per le nuove leve che vogliono approfondire ogni sfumatura di questo mestiere.

Ma cosa offre concretamente questo volume? Innanzitutto, una classificazione chiara tra Working, Craft, Magic ed Exhibition Flair, supportata da un indispensabile glossario dei movimenti. Vengono poi tracciate le linee guida che formano l’ABC del bartender: applicazione, allenamento e disciplina.

Il testo scava in profondità, rivelando come certi trick affondino le radici nei secoli scorsi. Tra le testimonianze più affascinanti, ho apprezzato il richiamo al dipinto di Jan Steen (1663-1665), dove un oste serve un cliente con un perfetto long pour. O ancora, gli scritti di Charles Dickens del 1850, che descrivevano le doti acrobatiche dei barman newyorkesi. Anche David Wondrich, pilastro della storiografia del bar, conferma che tecniche come lo throwing o l’high pour erano già note nel 1830.

foto credit : Liquid Hub

Ampio risalto viene dato al ruolo del TGI Fridays, un’istituzione che negli Stati Uniti, poi nel Regno Unito, ha fatto esplodere il fenomeno del Flair negli anni ’80. Era la “casa” del Flair, un punto di riferimento globale dove lavoravano i migliori talenti della California. Impossibile non citare il film Cocktail: il trainer che insegnò a Tom Cruise a volteggiare con le bottiglie proveniva proprio da quel mondo, sancendo l’incontro definitivo tra Hollywood e la cultura del bancone.

Nelle pagine finali, il libro si arricchisce di dettagli sulle associazioni internazionali e sulle competizioni che hanno messo in palio premi incredibili grazie al supporto dei grandi brand. 

Il volume dà voce a icone del passato e del presente come Kurt Schlechter, Alexander Shtifanov, Philip Duff, Dario Doimo, Bruno Vanzan, Francesco Leoni, Tomek Malek, Luca Valentin, Rodrigo e Christian Delpech, Nicolas Saint-Jean e, naturalmente, gli stessi autori.

Chiudo questo libro con un’emozione sincera, grato a Marco e Tom per avermi riportato ai miei anni da londinese “adottato”. È un acquisto che consiglio caldamente sia ai veterani che hanno vissuto quell’epoca, sia ai ragazzi che hanno appena iniziato e desiderano conoscere le radici di ciò che fanno.

www.flairbartendingbook.com

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