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Caotica, trafficata, spirituale e romantica: Istanbul è un paradosso vivente. Il richiamo del muezzin che si fonde con il suono dei clacson e i traghetti che solcano il Bosforo, muovendosi tra palazzi ottomani e grattacieli moderni, la rendono una delle metropoli più complete al mondo. Non è un caso che nel 2025 la Turchia abbia registrato un incremento turistico del 1,6%, segnando un anno record: visitatori da oltre 200 paesi sono accorsi in questa meravigliosa nazione per godere di cultura, tradizioni, cibo incredibile e un’accoglienza fuori dal comune.
Ma come può una città così caotica non risultare mai respingente, ma anzi, profondamente magnetica?

La “Guest Relation” naturale
In questo Paese il fattore umano è tutto. La gentilezza dei locali si riflette nei minimi dettagli. Provate a entrare in un negozio qualsiasi o ad avvicinarvi ai moli: verrete subito accolti con un bicchiere di tè (çay). L’ospite viene messo al centro, creando un senso di appartenenza immediato anche in una metropoli da 16 milioni di abitanti. È una vera lezione di “Guest Relation” naturale.
Ma dove il popolo turco dà veramente il meglio di sé? Nell’amore e nella cura verso gli animali, specialmente quelli randagi. Camminando per la città, vi imbatterete in centinaia di gatti e cani ben nutriti e coccolati da negozianti e passanti. Non stupitevi se, entrando in una bottega di spezie o tappeti, troverete un gatto che dorme indisturbato su una pila di tessuti. Per me, questa è la massima espressione di umanità e rispetto.
Una curiosità tecnologica: per le strade troverete dei distributori di croccantini e acqua molto innovativi. Inserendo una bottiglia di plastica vuota, la macchina rilascia una porzione di cibo: un sistema geniale che sostiene contemporaneamente il riciclo e gli animali del quartiere.

Cosa vedere: tra storia e modernità
Istanbul è un’esplosione di contrasti: dalla maestosità di Sultanahmet, con Santa Sofia e la Moschea Blu, alla vibrante modernità di quartieri come Galata o Karaköy. Il mio consiglio è di prendere un traghetto e ammirare la città dal Bosforo: solo dall’acqua si può capire davvero la sua estensione e la sua doppia anima, divisa tra Europa e Asia.
Scendete nelle cisterne vicino a Santa Sofia per lasciarvi trasportare dal silenzio e dal suono dell’acqua che sgorga; poi addentratevi nel Gran Bazar, cuore del commercio, e divertitevi a contrattare. Cercate i piccoli negozi locali: noi ci siamo fermati in un’antica cartolibreria che esponeva migliaia di pennelli, inchiostri e carte pregiate. Infine, sedetevi sulle rive del Bosforo al tramonto a guardare i pescatori che condividono il pescato del giorno con qualche gattino affamato. Godetevi il momento.
Dove alloggiare? Consiglio la zona di Sultanahmet, nella città vecchia: sarete a due passi dalle moschee principali in hotel accoglienti a prezzi corretti.

Food & Cocktail Culture
La cucina turca è un viaggio nel viaggio. Dalla cultura dei Meze (la condivisione) al cibo di strada come il balık ekmek (il panino con pesce sul ponte di Galata). Non mancano i classici come il Kebab (Döner e Adana), i Dolma (verdure ripiene), i Manti (ravioli con yogurt e burro speziato) o le focacce Pide e Lahmacun. Il tutto accompagnato da Ayran, tè o il celebre caffè turco.
Anche la scena dei bar è vibrante: qui i sapori locali si uniscono a ingredienti internazionali con risultati eccellenti.
• Mathilda’s & Mathilda’s Atelier: Vedat e Deniz vi offriranno un assaggio della vera ospitalità turca con cocktail di alto livello e un bar food incredibile.
•Agata: un cocktail bar degno di nota, la cui filosofia collega la vita moderna con la cultura aromatica dell’Anatolia e di Antakya.
• Mikla: per un’esperienza indimenticabile, questo ristorante 1 stella Michelin, all’ultimo piano di un hotel, offre una vista sulla città senza eguali, combinando tradizione e avanguardia culinaria.
Lascio Istanbul con una consapevolezza: il caos, se gestito con il sorriso e l’accoglienza, non è disordine, ma vita. Una lezione che i nostri standard occidentali, a volte troppo freddi, dovrebbero ricordare.
Salute!
